IL PROGRAMMA, SPIEGATO
La musica dietro un concerto viennese di Mozart & Strauss
Una piccola serenata notturna, un'aria dal Flauto Magico, il Danubio Blu e la Marcia di Radetzky — cosa c'è in programma e perché questo mix di brani funziona ancora oggi.
Scopri i concerti di Mozart a Vienna su GetYourGuide ↗Il meglio di Mozart, in un'unica selezione
La parte mozartiana della serata è costruita quasi sempre sugli stessi brani, e per una buona ragione: sono i pezzi che lo resero celebre ben oltre la sua morte. Eine kleine Nachtmusik ("Una piccola musica notturna"), datata agosto 1787, è probabilmente gli otto minuti più riconoscibili della musica classica, e le sue battute iniziali compaiono ancora oggi in film e pubblicità. Accanto ad essa, si ascolta tipicamente un movimento dalla Sinfonia n. 40 in sol minore, una delle sole due sinfonie in tonalità minore mai scritte da Mozart, e l'ouverture de Le nozze di Figaro, che debuttò a Vienna nel 1786 e resta una delle opere comiche più rappresentate in assoluto. Nulla è volutamente oscuro: il programma punta con decisione su brani che probabilmente avete già sentito, senza conoscerne il nome.
Due Strauss, un solo cognome
Molti visitatori cadono in un equivoco: lo “Strauss” che compare nella maggior parte dei programmi è Johann Strauss II (1825–1899), il “Re del Valzer” autore de Il bel Danubio blu e dell’operetta Die Fledermaus, ma la Marcia di Radetzky — l’altro brano di Strauss che quasi ogni sera viene eseguito — fu composta nel 1848 da suo padre, Johann Strauss I. Padre e figlio guidarono orchestre da ballo rivali durante il boom dei balli viennesi di metà Ottocento, e tra i due la famiglia produsse gran parte dei valzer e delle marce che ancora oggi sono considerati l’essenza di Vienna. Non serve conoscere a memoria l’albero genealogico per godersi la serata, ma spiega perché un brano sembra un valzer da matrimonio e l’altro una parata militare: li scrissero due uomini diversi, a una generazione di distanza.
Il Danubio Blu, quasi impossibile da evitare
Il celebre valzer Sul bel Danubio blu — On the Beautiful Blue Danube — fu composto nel 1866 e eseguito per la prima volta nel febbraio successivo, originariamente come brano corale, prima che la versione puramente orchestrale diventasse quella conosciuta in tutto il mondo. Talvolta è definito l'inno nazionale non ufficiale dell'Austria, ed è uno dei bis tradizionali del Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker, trasmesso in tutto il mondo, suonato quasi ogni anno subito prima che la Marcia di Radetzky chiuda la serata. In un programma a tema Mozart e Strauss, è quanto di più vicino a una garanzia il repertorio possa offrire — controlla il singolo programma piuttosto che dare per scontato, ma la scommessa sicura è che lo sentirai da qualche parte nella seconda parte.
La Marcia di Radetzky e il battito di mani a ritmo
La Marcia di Radetzky è di solito il gran finale della serata, e porta con sé una genuina tradizione viennese: il pubblico batte le mani a ritmo, seguendo le indicazioni del direttore su quando crescere, attenuarsi e fermarsi del tutto. L'usanza è celebre soprattutto per il Concerto di Capodanno dei Filarmonici, dove fa parte del rituale di chiusura da decenni, e le serate a tema la riprendono in pieno perché funziona: trasforma gli ultimi due minuti di un concerto formale in qualcosa che tutta la sala fa insieme, invece di limitarsi a guardare. Se il vostro direttore si gira verso il pubblico a metà del brano, quello è il segnale per iniziare a battere le mani a tempo, non prima.
L'opera senza il teatro dell'opera
Poiché un'opera completa in scena dura tre ore prima di arrivare alla musica che tutti desiderano davvero, questi concerti estraggono invece le arie. Un soprano interpreta spesso la temibile aria degli acuti della Regina della Notte dal Flauto Magico, oppure uno dei brani più lirici della Contessa dalle Nozze di Figaro; un tenore o un baritono si occupa frequentemente della canzone dell'uccellatore di Papageno o di un estratto dal Don Giovanni. Si ascoltano i pezzi vocali per cui Mozart è celebre, eseguiti da una voce lirica professionista in una sala progettata proprio per quell'acustica, senza dover sorbire i recitativi e la trama che li collegano. È la versione "momenti salienti" dell'opera, e un modo davvero utile per capire quali arie si amano prima di impegnarsi in una produzione completa.
Cosa ascoltare davvero
Se è la tua prima volta a un concerto di musica classica, ci sono tre momenti che meritano la tua attenzione. In *Eine kleine Nachtmusik*, ascolta come il tema iniziale ritorna, leggermente variato, verso la fine — Mozart ha costruito il brano su quel tipo di simmetria. Nell'aria della Regina della Notte, la salita del soprano verso il registro acutissimo è il vero clou; il pubblico trattiene il fiato, e si sente. E nel *Bel Danubio blu*, la celebre melodia d'apertura non è il primo suono che senti — un tremolo sommesso degli archi e un richiamo del corno la precedono di circa trenta secondi, costruendo l'attesa di proposito. Non serve alcuna conoscenza pregressa per goderne; è solo ancora più appagante quando sai verso cosa il brano sta andando.